Serie A: Napoli demolisce Frosinone e torna a -8 dalla Juve. Roma e Lazio suicidi in superiorità numerica

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Napoli-Frosinone highlights Cagliari-Roma Lazio-Sampdoria pagelle video gol

Milik nella foto ANSA/ CESARE ABBATE

NAPOLI – La Serie A scende in campo nel giorno dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Dopo l’allungo scudetto della Juventus, grazie al successo dell’Inter, tutto facile per il Napoli contro il Frosinone. I partenopei hanno vinto quattro a zero giocando a ritmi bassi. Le reti sono state siglate da Zielinski, Ounas e Milik (doppietta). Grazie a questo successo, la squadra allenata da Carlo Ancelotti ha consolidato il secondo posto in classifica portandosi a meno otto dalla Juventus, capolista solitaria, e a più sei sull’Inter terzo della classe. Gara folle a CagliariLa Roma si era portata sul due a zero sui sardi con gol di Cristante e Kolarov. I padroni di casa hanno accorciato le distanze all’85’ con Ionita ma sembravano senza speranze dopo le espulsioni di Ceppitelli e Srna. E invece no, al 95′ hanno pareggiato la partita grazie a un gol di Sau propiziato da uno svarione difensivo di Manolas. 

Se la Roma piange, la Lazio non ride. I biancocelesti si sono “suicidati” allo stesso modo dei giallorossi. Tutto normale fino al 95′. La partita era sul punteggio di uno a uno con Acerbi che aveva risposto a Quagliarella. Poi è successo di tutto. La Sampdoria è rimasta in dieci uomini al 92′ per l’espulsione di Bereszynski. Poco dopo, il var ha assegnato un rigore dubbio ai biancocelesti e Immobile lo ha trasformato al 95′. Finita? Nemmeno per sogno. La Sampdoria, come poche ore prima il Cagliari, ha pareggiato la partita all’ultimo affondo in inferiorità numerica. Saponara ha beffato Strakosha con un pallonetto scagliato con una mossa di kung fu.  

Napoli-Frosinone 4-0, gol: Zielinski 7′, Ounas 40′, Milik 68′ e 83′

La Juventus bussa, il Napoli risponde. La squadra di Ancelotti, nonostante le numerose presenze in campo di giocatori non considerati titolari, ha ragione senza troppe difficoltà del Frosinone (4-0) e mantiene a otto lunghezze la distanza dalla capolista.

Ancelotti lancia nella mischia dal primo minuto, per la prima volta in questa stagione, sia Meret tra i pali che Ghoulam sulla fascia sinistra di difesa e nella fase finale della gara completa l’opera facendo debuttare anche Younes, fino ad ora assente per un infortunio riportato nel mese di luglio.

Il franco-algerino è assente da 400 giorni e l’inserimento in una partita dai contenuti agonistici non eccessivi è il viatico per una riabilitazione definitiva. Ghoulam sembra abbastanza pronto sul piano fisico mentre il suo inserimento nella squadra, dal punto di vista tattico, è difficilmente valutabile per l’inconsistenza degli avversari.

Quanto a Meret, il voto in pagella è deifficile da attribuire visto che affronta la partita più da spettatore che da protagonista. Buoni gli spunti di Younes nel finale di partita. La gara ha un solo tema: gli azzurri attaccano e il Frosinone si difende. La squadra di Longo lo fa in maniera anche eccessiva, nella prima frazione di gioco, perfino dopo essere andata in svantaggio. Niente coraggio e scarse possibilità di opporsi all’avversario. Tenere per lunghi tratti della gara tutti e undici i propri calciatori dietro la linea della palla non porta risultati apprezzabili per i laziali.

Certo il Napoli nel primo tempo non riesce a creare occasioni da gol a raffica, ma quando la differenza di caratura tecnica è così alta, prima o poi il pallone finisce per entrare in porta e a quel punto il destino di una squadra troppo rinunciataria e difensivista non può che essere segnato. Il Napoli trova il vantaggio abbastanza presto, al 7′ del primo tempo, con una conclusione rasoterra in diagonale di Zielinski e raddoppia sul finire della prima frazione di gioco con un pezzo di bravura di Ounas che si fa avanti dalla linea di centrocampo e calcia dal limite dell’area di rigore, mandando il pallone ad insaccarsi sotto la traversa.

Nella ripresa il Frosinone è più aperto e ciò facilita il compito del Napoli. La squadra di Ancelotti crea un maggior numero di occasioni da gol, nonostante la scarsa vena di Insigne e il contributo approssimativo di Zielinski all’azione offensiva. E’ a questo punto, però, che esce fuori Milik, fino a quel punto un po’ in ombra, che con una doppietta chiude definitivamente la partita. Ora l’attenzione di tutti è orientata sulla trasferta di Liverpool dove martedì sera il Napoli ha l’occasione per guadagnarsi la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League.

Gli highlights della partita

Il gol della doppietta di Arek Milik

Il tris di Arek Milik che ha chiuso definitivamente la partita

 

Il raddoppio di Ounas con un siluro di sinistro dalla lunga distanza

Napoli in vantaggio, Zielinski ha finalizzato una bella azione corale dei partenopei

Napoli (4-4-2): Meret; Malcuit, Luperto, Koulibaly, Hysaj; Ounas, Allan, Hamsik, Zielinski; Insigne, Milik. Allenatore: Ancelotti.

Frosinone (3-5-2): Sportiello; Goldaniga, Ariaudo, Capuano; Zampano, Chibsah, Maiello, Cassata, Beghetto; Campbell, Pinamonti. Allenatore: Longo

Cagliari-Roma 2-2, gol: Bryan Cristante 14′, Aleksandar Kolarov 41′, Ionita 85′ e Sau 95′

Come perdere due punti in una partita già vinta. E questo vale per la Roma. E come conquistare un pareggio in una partita già persa. E questo vale naturalmente per il Cagliari. Alla Sardegna Arena finisce 2-2 con un gol di Sau al quinto minuto di recupero.

I giallorossi, con tre centrali in campo (era entrato anche Juan Jesus) e due uomini in più dopo l’espulsione di Srna e Ceppitelli, fanno la frittata proprio quando l’arbitro sta per fischiare: ed è un colpo forse più pesante delle sconfitte con Bologna e Udinese.

Una partita incredibile. Che sembrava già terminata e a un certo punto indirizzata verso la goleada. Merito di una prova quadrata e di sicuro positiva di una Roma che ha segnato con Cristante e poi chiuso con Kolarov. Chiuso? Così sembrava. Il vecchio vizio- storico- di complicarsi la vita comincia in mischia al 40′ della ripresa quando Ionita tutto solo riapre di testa la partita.

Poi il pasticcio dopo la bagarre: fuori Maran, Srna e Ceppitelli. Ma, su assist di Ionita, dentro la mette Sau, a digiuno di gol dallo scorso campionato. Cagliari e Roma all’inizio si sono sfidati nella conta agli assenti. A Di Francesco mancano De Rossi, Pellegrini, Dzeko ed El Shaarawy. Al Cagliari i forfait, rispetto alle ultime formazioni sarebbero solo quelli di Barella e Castro. Durante il riscaldamento però si ferma anche Pavoletti. E Maran a quel punto rilancia Cerri, che si è sbloccato mercoledì in Coppa. Un minuto di raccoglimento per Radice, ex allenatore di rossoblù e giallorossi.

E poi è quasi solo Roma: si capisce dal tiro di Zaniolo al 3′. E poi dal gol undici minuti dopo: strapotere sulla destra con Florenzi e Under, poi palla dietro per Cristante. Per l’ex Atalanta è quasi un rigore in movimento dai diciotto metri: la palla finisce all’angolino. Il Cagliari, che ha un po’ di problemi a trovare gioco e misure, prova a risistemare le cose. Ma proprio nel momento migliore, la Roma pareggia al 41′. punizione da venticinque metri di Kolarov, Cerri in barriera tocca di spalla e la traiettoria inganna Cragno. Nella ripresa ancora Roma vicina al gol con un’incursione di Under a destra e un tiro di Zaniolo da sinistra.

Al 16′ clamorosa occasione per Under su assist dk Schick, bravo il solito Cragno. Dalla possibile goleada alla rimonta. Sull’angolo di Srna, il tocco di Nzonzi diventa un assist per Ionita. Gol del moldavo di testa e gli ultimi minuti diventano bagarre. Espulso Maran per protest, poi l’arbitro allontana prima Srna e poi Ceppitelli. Undici contro nove, succede l’impossibile. Il buco in mezzo è clamoroso. In mezzo alle maglie grigie della Roma spunta Sau che diventa l’eroe della Sardegna Arena: due a due.

Gli highlights della partita

Sau pareggia i conti con il Cagliari in doppia inferiorità numerica

La rete di Ionita che ha rimesso in corsa il Cagliari

Il raddoppio di Aleksandar Kolarov. Direttamente su calcio di punizione, la specialità del serbo

Il gol segnato da Bryan Cristante su assist di Justin Kluivert

Cagliari (4-3-1-2): Cragno; Srna, Ceppitelli, Klavan, Padoin; Faragò, Bradaric, Ionita; Joao Pedro; Farias, Pavoletti. All. Maran

Roma (4-2-3-1): Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nzonzi, Cristante; Under, Zaniolo, Kluivert; Schick. All. Di Francesco

Lazio-Sampdoria 2-2, gol: Fabio Quagliarella 21′, Francesco Acerbi 78′,  Ciro Immobile su rigore 95′ e Saponara 99′

Un capolavoro del thriller. Così può essere sintetizzato il 2-2 fra Lazio e Sampdoria che all’Olimpico esaltano la bellezza e l’incertezza del calcio, condensando in una manciata di minuti emozioni, gol, speranze, illusioni e sogni infranti.

Dopo l’1-0 di Quagliarella e quasi un’ora a inseguire, ecco il pareggio di Acerbi – uomo giusto al posto giusto – quindi il 2-1 di Immobile su rigore con la Var e, all’ultimo respiro, il 2-2 con la mossa dello scorpione di Saponara.

Nemmeno il più audace dei visionari avrebbe potuto prevedere tutto ciò. Brividi a parte, si specchia l’immagine di una Lazio che resta nel bel mezzo di una crisi, ma almeno si prende un punto con la Sampdoria, dopo essere rimasta sotto di un gol per quasi un’ora, avere ribaltato ed essere stata raggiunta.

I problemi restano gravi, numerosi e irrisolti in casa biancoceleste e il 2-2 dell’Olimpico lo conferma. Giocatori svogliati, altri fuori forma, altri ancora l’ombra di se stessi. Confusione e caos fanno da corollario a una squadra che, forse, ha solo bisogno si serenità e non è certo aiutata dalle tensioni che emergono dall’ambiente. Si capisce subito che non sarà una serata agevole per la Lazio, che non riesce a trovare continuità nel fraseggio e subisce i capovolgimenti di fronte della Samp, i cui piccoletti riescono a trovare corridoi anche dove non ci sono.

La Samp prende quota e passa al 21′, al culmine di un’azione da manuale, con il pallone che viene toccato (una volta) da più giocatori: Ramirez serve Linetty che di tacco fa pervenire il pallone sulla sinistra a Murru, il cui cross attraversa tutta l’area e finisce sui piedi di Quagliarella che non fallisce l’appuntamento con con il gol. Da applausi. La Lazio accusa il colpo ma, mossa da rabbia e disperazione, prova a reagire: è nella ripresa che i biancocelesti riescono a dare il meglio, perché chiudono gli avversari nella propria metà campo e al 34′ pareggiano con Acerci, che raccoglie un colpo di tacco di Parolo, dopo un angolo dalla destra e supera Audero.

Bereszynski riesce a farsi espellere nel finale, ma il bello arriva nel recupero: punizione di Luis Alberto che Ekdal tocca con un braccio. Sembra tutto ok, ma improvvisamente Massa fa il gesto della Var e la va a consultare: rigore. Immobile supera Audero con un interno destro rasoterra e preciso. Finita? Neanche per sogno. La Samp ha ancora la forza di riportarsi in avanti e Saponara trova un gol incredibile con la mossa dello scorpione. Sì, alla Ibrahimovic. Poi, la partita può finire. Finalmente.

Gli highlights della partita

Pareggio della Sampdoria, in inferiorità numerica, con una mossa da kung fu di Saponara

Rigore assegnato dal var al 95′ e trasformato da Immobile

Francesco Acerbi pareggia i conti su assist di Marco Parolo

Quagliarella ha portato in vantaggio la Sampdoria su assist di Murru

Lazio (3-5-2): Strakosha; Wallace, Acerbi, Radu; Patric, Parolo, Badelj, Milinkovic-Savic, Lulic; Caicedo, Immobile. All. Inzaghi

Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Colley, Andersen, Murru; Praet, Ekdal, Linetty; Ramirez; Caprari, Quagliarella. All. Giampaolo

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