Beatificazione dei 19 martiri di Algeria – il videoracconto

Mia Immagine

Pulsanti abilitati solo per info: Finanziamenti e Agevolazioni

Mia Immagine

Sono stati beatificati i diciannove martiri di Algeria. Diciannove religiosi e religiose, di 8 diverse congregazioni, proclamati beati ad Orano, in Algeria, nel Santuario di Notre-Dame di Santa Cruz, nella Messa presieduta dal card. Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e inviato speciale del Papa.
Una storia di fede, umanità, coraggio: i martiri sono rimasti in Algeria negli anni bui del terrorismo, e integrati fra i musulmani, hanno testimoniato l’amore universale di Cristo fino al martirio, tra il 1991 e il 2002. Tra loro il vescovo … ucciso nel 1996 insieme al suo autista musulmano Mohammed. Ecco perchè nel drappo della beatificazione i volti sono 20: Mohamed è con loro.
Una giornata intensa, seguita in diretta da Tv2000: prima lo speciale del Tg2000, poi la celebrazione della Messa.
Ecco il video-racconto

 

Papa:martiri Algeria;sanare ferite passato,creare convivenza

“La Chiesa vuole testimoniare il suo desiderio di continuare a lavorare per il dialogo, la concordia e l’amicizia, nella ferma convinzione che tale evento, senza precedenti nella storia d’Algeria, attirerà un grande segno di fratellanza nel cielo algerino per il mondo intero”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio letto al termine della messa a Orano in occasione della beatificazione dei 19
martiri d’Algeria, dal card. Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e inviato speciale del Papa. Il porporato porta un “fraterno incoraggiamento” affinché
la celebrazione “possa aiutare a sanare le ferite del passato e creare una nuova dinamica di incontro e di convivenza come risultato dei nostri beati”.
Nel messaggio, Francesco rivolge gratitudine e intenzioni di preghiera anche a “tutti i figli e le figlie dell’Algeria che sono stati vittime della stessa violenza per aver vissuto, con fedeltà e rispetto per l’altro, i loro doveri di credenti e cittadini in questa terra benedetta”. “La Chiesa cattolica in Algeria sa di essere l’erede, insieme a tutta la nazione algerina, del grande messaggio d’amore offerto da uno dei tanti maestri spirituali della vostra terra, sant’Agostino d’Ippona – conclude il messaggio -. Desidera servire questo stesso messaggio, in un momento in cui tutti i popoli cercano di far avanzare la loro aspirazione a vivere insieme in pace”.

Papa:ricorda 19 beati martiri Algeria,umili costruttori pace

(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 8 DIC – Al termine dell’Angelus dell’Immacolata, papa Francesco ha ricordato che “oggi, presso il Santuario di Notre-Dame de Santa Cruz a Orano, in Algeria,
sono proclamati beati il vescovo Pietro Claverie e diciotto compagni religiosi e religiose, uccisi in odio alla fede. Diciannove nuovi beati”.

“Questi martiri del nostro tempo – ha sottolineato il Pontefice – sono stati fedeli annunciatori del Vangelo, umili costruttori di pace ed eroici testimoni della carità cristiana: un vescovo, sacerdoti, religiosi, religiose e laici”. “La loro coraggiosa testimonianza è fonte di speranza per la comunità cattolica algerina e seme di dialogo per l’intera società “, ha aggiunto. “Questa Beatificazione sia per tutti uno stimolo a costruire insieme un mondo di fraternità e di solidarietà . Facciamo un applauso ai nuovi Beati, tutti insieme!”, ha concluso Francesco.

 

Card.Becciu,da morte beati Algeria frutti di riconciliazione

CITTA’ DEL VATICANO, 8 DIC – “La morte tragica dei beati Pietro Claverie e dei 18 compagni martiri è un seme sparso nei momenti difficili, fecondato dalla sofferenza, che porterÃ
frutti di riconciliazione e di giustizia”. Lo ha detto il card. Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, nell’omelia della messa celebrata oggi a Orano per la
beatificazione dei 19 martiri uccisi in odio alla fede in Algeria, tra il 1994 e il 1996, tra cui i monaci di Tibhirine.
“In questa terra, qui in Algeria, essi hanno annunciato l’amore incondizionato del Signore verso i poveri e gli emarginati, testimoniando la loro appartenenza a Cristo e alla Chiesa fino al martirio”, ha aggiunto il porporato che ha, poi, indicato “la nostra missione di cristiani”: “Seminare ogni giorno il seme della pace evangelica, per gioire dei frutti della giustizia”. “Con questa beatificazione – ha aggiunto – noi vorremmo dire all’intera Algeria solo questo: la Chiesa non desidera altro se non servire il popolo algerino, testimoniando amore verso tutti”. Il card. Becciu ha, quindi, osservato che
“tutti, pur consapevoli del rischio che li assediava, decisero coraggiosamente di restare al loro posto fino alla fine; in essi si sviluppò una forte spiritualità marti iale radicata nella
prospettiva di sacrificare se stessi e offrire la propria vita per una società riconciliata e di pace”. Infine, definendo i martiri “straordinari operatori di pace”
e “testimoni di fraternità “, il cardinale ha indicato la loro “testimonianza luminosa” come “un esempio vivo e vicino per tutti”. “La loro vita e la loro morte è un appello diretto a tutti noi cristiani a essere fedeli a ogni costo alla propria vocazione, servendo il Vangelo e la Chiesa in una vita di vera fraternità , nella perseveranza e nella testimonianza della
scelta radicale di Dio”.

 

Martiri Algeria: Betori, segno di fedeltà all’umanitÃ

FIRENZE, 8 DICEMBRE- Il sangue del vescovo di Orano Pierre Claverie e dei diciotto religiosi e religiose, tra cui i sette monaci trappisti di Tibhirine, proclamati oggi beati da Papa Francesco, “si mescolò a quello di decine di migliaia di musulmani, tutti vittime del terrorismo islamista”. Così l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giueppe Betori, ha voluto ricordare il martirio dei 19 nuovi beati, che furono “un segno di fedeltà all’umanità che scaturiva dalla sequela di Cristo che spinge a prossimità e non teme la morte”. “Risplende in questi martiri la forza luminosa della fede, per la quale i religiosi rifiutarono di rientrare in Francia, per continuare la loro missione di testimoni dell’Assoluto e dell’amicizia con la gente, la popolazione musulmana che non vollero abbandonare nel momento della prova”, ha proseguito Betori sottolineando il loro fu “un amore senza frontiere, com’è  quello di Dio per l’intera umanità “.

 

 Intervista al postulatore Thomas Georgeon per Tg2000

 

 Reportage da Tibhirine di Cristiana Caricato per Tg2000








Mia Immagine

Pulsanti abilitati solo per info: Finanziamenti e Agevolazioni

Mia Immagine