Un processo per l’estorsione con le pratiche contro il malocchio

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Alle vecchie pratiche contro il malocchio, quelle utilizzate per spillare soldi abusando della credulità popolare, non sembrano estranei neppure i Ciarelli. Tanto da trasformarle in una vera e propria estorsione.

Almeno questa è la convinzione del pm Giuseppe Bontempo, che ultimate le indagini ha chiesto il rinvio a giudizio di Virgilia Ciarelli, 36 anni, appartenente alla nota famiglia di origine nomade da tempo stabilitasi a Latina e al centro di numerose indagini sugli affari criminali nel capoluogo pontino.

Una vicenda su cui dovrà pronunciarsi il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota.

L’imputata, a partire dal mese di settembre 2015, avrebbe iniziato a chiedere denaro a una donna di Latina per effettuare appunto delle pratiche contro il malocchio.

Il giorno di Capodanno di due anni fa Virgilia Ciarelli avrebbe poi alzato il tiro. Avrebbe detto alla presunta vittima che la sua famiglia era capace di “fare fuori” in qualsiasi momento chi considerava un nemico, che lei era sempre protetta e che avrebbe bruciato vivo chi le avesse fatto del male, precisando alla donna che non le sarebbe accaduto nulla di brutto purché continuasse a versarle il denaro contro il malocchio, estorcendole così 600 euro.

La 36enne, difesa dall’avvocato Valentina Sartori, ha così scelto di essere giudicata con rito abbreviato, allo stato degli atti, garantendosi in tal modo lo sconto di un terzo sull’eventuale pena.

E il giudice Castriota, accolta la richiesta, ha fissato il processo per il prossimo 6 marzo.

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