Il secondo ritorno di Gagliardini per un pranzo in famiglia, da ospite

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Aveva 7 anni Roberto quando è approdato ai pulcini dell’Atalanta, che ha lasciato solo nel gennaio 2017 per vestire un altro nerazzurro, quello dell’Inter. In mezzo a questa storia lunga 17 anni ci sono state tre brevi parentesi (Cesena, Spezia e Vicenza), ma è senza dubbio con l’Atalanta di Gasperini che il roccioso centrocampista ha avuto modo di emergere.

Gli torneranno in mente quelle 14 presenze all’esordio in Serie A che lo hanno trasformato in quello che oggi è il numero 5 dell’Inter. Un’Inter che ha creduto in lui, oggi 24enne, per il suo fisico e per la sua visione di gioco: lui ha ricambiato la fiducia, perché nei suoi primi 18 mesi all’Inter ha dato il suo contributo per raggiungere l’agognato obbiettivo Champions League.

Certo, il destino a volte è crudele e Roberto si è ritrovato in questo inizio stagione vittima dei vincoli del Fair Play Finanziario, che lo hanno escluso dalla lista dei convocabili da parte di Mister Spalletti. Ma lui da buon bergamasco non ha affatto rinunciato a lottare, e quando è stato chiamato in causa ha risposto alla grande mettendo a segno anche la sua prima doppietta nella vittoria di San Siro per 5-0 contro il Genoa.

L’impegno infrasettimanale di Champions con il Barcellona dovrebbe indurre Spalletti a dargli nuovamente spazio, consapevole che da mezzala potrebbe ripetere la buona prestazione dello scorso sabato. Lui c’è, non si tira indietro. A Bergamo sa che non lo fischieranno, ha lasciato un buon ricordo e non è mai stato un ragazzo sopra le righe.

Lui c’era anche in quel 7-1 di San Siro da fresco ex (segnò di destro il gol del 6-1 per l’Inter su assist di Banega) e nei turni successivi in cui le cose per l’Inter non andarono proprio come tutti si aspettavano o speravano. C’era l’anno scorso in quella galoppata da “Pazza Inter” che all’ultimo minuto dell’ultima gara ha regalato il palco più prestigioso.

Di fatto l’Atalanta che ha lanciato Roberto nel grande calcio è un po’ la bestia nera dell’Inter in questi ultimi anni (una sola vittoria nelle ultime 9 a Bergamo per l’Inter), quindi immaginiamo i pensieri che attraverseranno la mente del ragazzone di Dalmine. Lui c’era anche nello 0-0 dello scorso anno all’Atleti Azzurri d’Italia.

Ci sarà anche questa volta: a Milano per tanti suoi tifosi è il “Leone” e se Spalletti lo chiamerà lui sarà pronto a ruggire davanti ai suoi ex tifosi. E chissà che quando le liste Uefa verranno aggiornate non si possa leggere anche il suo nome.

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