Cessione quote Romagna Acque, Pd Cattolica: “Maggioranza ha votato senza sapere cosa”

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I gruppo consiliare del PD di Cattolica spiega con un comunicato stampa la scelta di uscire dall’aula per il voto sulla cessione delle quote di Romagna Acqua.

“A seguito delle inopportune dichiarazioni uscite sulla stampa da parte di un consigliere pentastellato che danno una visione distorta e di parte, di quanto è successo nella scorsa seduta di consiglio comunale crediamo sia doveroso dare la nostra versione per fare chiarezza. Confermiamo in toto quanto dichiarato dal Consigliere Gessaroli e cioè che anche noi abbiamo partecipato all’incontro informale convocato il 10 ottobre dall’amministrazione dove ci veniva esposto il piano per la transazione con il fondo che ha rilevato il debito dalla cassa di Risparmio cesena relativo alla fondazione Regina Maris all’epoca del salvataggio dell’ospedale Cervesi”.

“Abbiamo dato totale disponibilità a dare un contributo ma ponendo due condizioni. La prima quella di attivare un percorso condiviso con almeno due commissioni consiliari in cui potessero essere presenti legali di nostra fiducia vista la complessità del tema, la seconda quella di avere a disposizione tutta la documentazione necessaria così da avere tutte le informazioni necessarie per garantire la bontà dell’operazione. L’accordo è stato condiviso da tutti, maggioranza compresa. Purtroppo però le cose sono andate in maniera diversa, silenzio fino a pochi giorni dal consiglio, Commissione convocata a ridosso senza avere avuto la possibilità di coinvolgere i nostri legali, documentazione presentata mancante di alcuni passaggi da noi richiesti”.

“La prima questione da noi posta è stata la possibilità di valutare un’altra strada, ripetendo di fatto una transazione fatta dall’amministrazione Cecchini con un’altro istituto bancario. Soluzione a nostro parere percorribile in quanto oggi il debito come detto è con un fondo e non più con una Banca, ma soprattutto perché avrebbe consentito al Comune di mantenere la titolarità delle azioni e pagare il debito attraverso gli alti dividendi di queste azioni. Abbiamo ricevuto risposte vaghe ed è chiara che questa scelta avrebbe da un lato cambiato alcuni programmi dell’amministrazione, forse più concentrata sul consenso che sui conti, ma che avrebbe mantenuto intatto il nostro patrimonio non cedendo le azioni”.

“La seconda questione da noi posta non di forma ma di sostanza, è stata la richiesta di poter visionare documenti relativi alla transazione tra il fondo e l’amministrazione. Abbiamo anche in questo caso evidenziato che in tutte le transazioni fatte dalle precedenti amministrazioni in delibera erano presenti tutti i passaggi compresi relativi a queste, così da garantire ai consiglieri la massima trasparenza”.

“In sintesi non sono state prese in considerazioni le nostre richieste e proposte probabilmente anche più vantaggiose in prospettiva per i nostri concittadini. Avremmo dovuto dare carta bianca al sindaco per una transazione che ad oggi lascia in noi diverse perplessità. Come ammesso in un paio di occasioni dai consiglieri di maggioranza, e ripreso dallo streaming, hanno votato senza saper di cosa si trattava. Dichiarazioni di una gravità assoluta soprattutto perché attraverso un voto può cambiare la vita di tanti concittadini . Noi abbiamo un altro metodo prima di arrivare in Consiglio Comunale cerchiamo di studiare ed approfondire gli ordini del giorno che verranno votati e non accettiamo solo di ratificare quello deciso da pochi, magari per l’interesse di pochi, per questo le dichiarazioni fatte da alcuni consiglieri non solo le rispediamo al mittente ma il nostro invito è quello di fare uno scatto d’orgoglio e incominciare a studiare se veramente si vuole il bene della nostra Città”.

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